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Emilio Tadini

biografia

Emilio Tadini

Milano 1927 - Milano 24 settembre 2002

Emilio Tadini: Lo scrittore
Emilio Tadini
nasce a Milano nel 1927. Laureatosi in Lettere si distingue immediatamente fra le voci più vive ed originali nel dibattito culturale del dopoguerra. Nel 1947 esordisce sul Politecnico di Vittorini con un poemetto, cui fa seguito un'intensa attività critica e teorica sull'arte (Possibilità di relazione, 1960, Alternative attuali, 1962, L'organicità del reale, su Il Verri). Nel 1963 esce il suo primo romanzo, L'armi l'amore, cui seguono, dal 1982 al 1997, L'opera, La lunga notte, il libro di poesia L'insieme delle cose, La tempesta e La Deposizione. Verso la fine degli anni ’50, incoraggiato dall’intuito sensibilissimo di Carlo Cardazzo, affianca al lavoro critico e letterario l’attività di pittore.

Emilio Tadini: L'attvità di Pittore
Tiene la sua prima esposizione nel 1961, alla Galleria del Cavallino di Venezia. Fin dagli esordi Tadini sviluppa la propria pittura per grandi cicli, costruendo la composizione secondo una tecnica di sovrapposizione di piani temporali, in cui, ricordo e realtà, tragico e comico, interagiscono, giocando di continuo l'uno con l'altro. Tiene numerose personali all'estero: Parigi, Stoccolma, Bruxelles, Londra, Anversa, Stati Uniti e Sudamerica. Nel 1978 e nel 1982 viene invitato alla Biennale di Venezia. Nel 1986 tiene una grande esposizione alla Rotonda della Besana di Milano, dove espone una serie di tele che preannunciano i successivi cicli dei Profughi e quello dedicato alle Città Italiane. Nel 1990 espone allo Studio Marconi sette grandi trittici. Tra il 1992 e il 1995 espone altri due cicli tematici: Oltremare, presentato alla Galerie du Centre di Parigi, e poi successivamente presso lo Studio Marconi; e otto trittici de Il ballo dei filosofi alla Villa Rose di Bologna, arricchito e riproposto nel 1996 nuovamente presso lo Studio Marconi.Tra la fine del 1995 e l'estate del 1996 ha luogo in Germania, nei Musei di Stralsund, Bochum e Darmstadt una grande mostra antologica, accompagnata da una monografia a cura di Arturo Carlo Quintavalle. Collaboratore già da alcuni anni della pagina culturale del Corriere della Sera, nel 1997 viene nominato presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera, incarico che rivestirà fino al 2000

Emilio Tadini: Il ciclo delle Fiabe
L’ultimo grande ciclo, a cui si dedica dalla fine degli anni Novanta, è quello delle Fiabe; la fiaba intesa come luogo della trascendenza per l’uomo laico dei nostri giorni, come momento in cui i contrari si incontrano, in cui l’inverosimile diventa possibile, in cui si apre, per un attimo, un’altra dimensione, una via di fuga, tanto irreale quanto necessaria.
Nel 1999 le sue Fiabe vengono esposte alla Die Galerie di Francoforte. Nell’ aprile del 2001 la città di Milano celebra uno dei suoi artisti più rappresentativi con un’ampia retrospettiva a Palazzo Reale, accompagnata da un ricco catalogo introdotto da uno scritto di Umberto Eco; in contemporanea una selezione di opere recenti viene allestita, sempre a Milano, presso lo Studio Guastalla Arte Moderna e Contemporanea, che da qualche anno lavora in esclusiva con il Maestro e ne cura l’Archivio.
Emilio Tadini muore a Milano il 24 settembre del 2002.

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