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Opera grafica

Massimo Campigli

Opera grafica

La mostra presenta circa sessanta litografie di Massimo Campigli, che testimoniano il ricco percorso dell'artista con questa tecnica che lo appassiona fin dai primi anni parigini, intorno al 1930, e che continua a utilizzare per tutta la vita. Campigli lavora con i più importanti editori e tipografi del suo tempo, da Erardo Aeschlimann dell'Editrice Hoepli, a Hans Mardersteig di Verona, a Pietro Fornasetti, litografo stampatore, oltre che eclettico designer, a Renato Cardazzo della galleria il Cavallino, a Nesto Jacometti, fondatore del L'Oeuvre gravée, una pietra miliare nella storia della grafica del nostro tempo. "La grafica di Campigli nasce nel libro illustrato, in quel sottile rapporto che l'artista-illustratore intesse con l'opera letteraria e che la sua sensibilità e la sua cultura riescono a tradurre in immagini figurate. Forse il meglio della sua opera è chiuso nelle pagine dei libri da lui illustrati, dove il gioco armonico è fatto di parole e figure che si compenetrano vicendevolmente in un'armonia che nessuna regola, se non la fantasia e l'intuizione creativa dell'artista, possono dettare" (dall'introduzione al Catalogo Ragionato della grafica, a cura di F. Meloni e L. Tavola). Tra le opere presentate in mostra, uno dei capolavori della produzione di Campigli, le venti tavole del Theseus di André Gide (edito nel 1949 ma preparato l'anno prima a Milano da Fornasetti per le litografie e a Verona per il testo stampato da Mardersteig), nelle quali per la prima volta compare un timido accenno al colore.
Dopo questa esperienza, Campigli inizia a sperimentare con il colore, passando dalla litografia di piccolo formato, suggerita dal testo letterario e chiusa nel libro, al foglio grande, destinato ad essere incorniciato ed esposto. In mostra alcuni esemplari dalla cartella La Ruche, il cui titolo rievoca il famoso complesso parigino, alveare di studi e abitazioni d'artista ora distrutto e dal quale passarono in condizioni non sempre felici tutti o quasi gli artisti protagonisti della pittura e della scultura della prima metà del Novecento. Come sottolineano gli autori del catalogo ragionato della grafica, "Campigli si è dedicato alla grafica in tempi non sospetti. L'intervento personale sulle matrici, garanzia della qualità delle opere e dell'assoluta mancanza di artifici meccanici di riproduzione, fanno di tutta la sua produzione un chiaro esempio di coerenza e responsabilità. Le tirature particolarmente curate, lenumerose prove di colore, le prove abbandonate, rifiutate o rifatte, sono la dimostrazione della sua passione e del suo costante intervento in ogni fase della lavorazione".

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